
martedì 15 dicembre 2009
Chicca, la nuova star di Watamu-Kenya
Di noi tre, è quella che sta meglio, nonostante i suoi 15 anni, il diabete e tutti i suoi acciacchi. La gente del posto l'adora. Girare con lei per il paese è davvero divertente, tutti la chiamano e vogliono toccarla e dovreste vedere le faccie che fanno quando gli diciamo che è "mzee, ana miaka kumi na tano" (ossia "è vecchia, ha 15 anni"). Considerando la vita media di un uomo in Kenya, per loro è davvero sconcertante vedere un cane di 15 anni, e rimangono perplessi da molte cose, il fatto che sia estremamente piccola e non sia crescuta e non crescerà, che non abbia mai avuto figli, che scodinzoli e abbai sotto la moto quando capisce che si sta per partire e che risponda perfettamente ai comandi che le diamo. Lei non si cura molto di tutte queste attenzioni, gode del fresco della pala al massimo della velocità, preferisce il mare alla piscina, mangia filetto (intendiamoci perchè costa solo 4 euro al Kg) fegato e pollo in attesa che arrivino le sue scatolette per cani diabetici, che haimè, schiferà dopo tanto buon cibo, ama da morire scorazzare in moto, evita accuratamente le coccole esagerate dei bimbi dell'orfanotrofio nascondendosi sotto i lettini o sotto la scrivania della direttrice e usa skype per salutare parenti ed amici, pelosi e non, in Italia. Dovrò avvisarla di fare meno la spavalda, perchè in realtà, tanto per tenere alta la tensione (come se ce ne fosse bisogno), ci ha già fatto correre due volte dal veterinario per incontri ravvicinati con insetti non meglio identificati, ha già rischiato di diventare il pranzo degli operai del cantiere, che pensavano fosse una specie di lepre (qui chiamata, udite, udite"cazzingula") e che due mattine fa, sulla strada principale del paese, un boa di 5 metri ha mangiato una capra! E se scampa il boa c'è comunque la parte di popolazione mussulmana a cui purtroppo, non è molto gradita.
giovedì 26 novembre 2009
Benvenuta Marianna!!!
domenica 29 marzo 2009
Preghiera per...
Questa che segue è una preghiera particolare che voglio dedicare a due miei amici con i quali, mi auguro con tutto il cuore, di poter condividere presto momenti indimenticabili.
Forza ragazzi che rinforziamo le amache!!!!!
Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l’altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa' che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso.
E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggi le nostre azioni, perché l’Azione è una maniera di pregare. Fa' che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di noi. Che possiamo, attraverso il lavoro e l’azione, condividere un po’ dell’amore che riceviamo.
E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggi i nostri sogni, perché il Sogno, è una maniera di pregare. Fa' che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza.
E affinché ciò sia possibile,Signore, riempici sempre di entusiasmo, perché l’Entusiasmo è una maniera di pregare. È lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. È lui che ci dice che tutto è possibile, purchè ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo.
E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggici, perché la Vita è l’unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi cotinuiamo a tramutare il grano in pane. E questo è possibile solo se avremo Amore - dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse totalmente dedicato alla Tua gloria.
(da:Sono Come il Fiume che scorre -P.Coelho)
Forza ragazzi che rinforziamo le amache!!!!!
Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l’altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa' che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso.
E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggi le nostre azioni, perché l’Azione è una maniera di pregare. Fa' che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di noi. Che possiamo, attraverso il lavoro e l’azione, condividere un po’ dell’amore che riceviamo.
E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggi i nostri sogni, perché il Sogno, è una maniera di pregare. Fa' che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza.
E affinché ciò sia possibile,Signore, riempici sempre di entusiasmo, perché l’Entusiasmo è una maniera di pregare. È lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. È lui che ci dice che tutto è possibile, purchè ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo.
E affinché ciò sia possibile,Signore, proteggici, perché la Vita è l’unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi cotinuiamo a tramutare il grano in pane. E questo è possibile solo se avremo Amore - dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse totalmente dedicato alla Tua gloria.
(da:Sono Come il Fiume che scorre -P.Coelho)
mercoledì 11 marzo 2009
Astinenza, fedeltà e...profilattico.

Quando era cardinale, nonché prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger scrisse nella “Istruzione sul rispetto della vita umana nascente”:“Ciò che è tecnicamente possibile non è per questo moralmente ammissibile”.
...mi domando, è forse "moralmente ammissibile" la sofferenza di tanti innocenti ai quali sarebbe stato "tecnicamente possibile" salvare la vita?
PURITY REBECCA dell'orfatotrofio di Watamu è MANCATA, per complicazioni in seguito alla trasmissione verticale del virus dell'Aids, AVEVA 8 MESI.
...mi domando, è forse "moralmente ammissibile" la sofferenza di tanti innocenti ai quali sarebbe stato "tecnicamente possibile" salvare la vita?
PURITY REBECCA dell'orfatotrofio di Watamu è MANCATA, per complicazioni in seguito alla trasmissione verticale del virus dell'Aids, AVEVA 8 MESI.
QUESTA è LA SUA FOTO SCATTATA a NOVEMBRE 2008.
Sono convinta che non si possa affermare universalmente nessun principio morale, e che in ogni caso vada contestualizzato socialmente. E' inconfutabile, come sostiene scientificamente la Chiesa, che la diffusione dell'Aids si previene in primo luogo con l'astinenza, certamente anche con la fedeltà coniugale e con tanta, ma tanta informazione.
Ma in Africa non c'è tempo per tutto questo, perchè da anni ormai è troppo tardi!
Il profilattico? Il "male" minore!
Sono convinta che non si possa affermare universalmente nessun principio morale, e che in ogni caso vada contestualizzato socialmente. E' inconfutabile, come sostiene scientificamente la Chiesa, che la diffusione dell'Aids si previene in primo luogo con l'astinenza, certamente anche con la fedeltà coniugale e con tanta, ma tanta informazione.
Ma in Africa non c'è tempo per tutto questo, perchè da anni ormai è troppo tardi!
Il profilattico? Il "male" minore!
MAISHA IKO SAWA NA TRUST! C'è vita lo stesso con Trust!
venerdì 27 febbraio 2009
Giro, giro tondo...
Oggiè stata una splendida giornata!!!
Quattro famiglie si sono finalmente riunite!
Quattro amiche del forum adozioni da oggi sanno che i loro figli sono realtà:
T. ha saputo che ad aspettarla in Etiopia c'è un piccolo cucciolo di 4 anni,
B. ha finalmente avuto la sentenza che dichiara suoi figli due piccolini, anch'essi etiopi,
A. ha conosciuto la sua piccolina dagli occhi a mandorla
M. ha ricevuto lo splendido dono di un abbinamento in nazionale.
T., B., A. e M., io non le ho mai conosciute, se non attraverso le pagine di un forum, ma l'emozione è comunque enorme.
Il percorso che condividiamo ci unisce più di tanti anni di frequentazione, perchè sul forum, 2625 persone da tutta Italia, si danno la mano per un meraviglioso e coloratissimo girotondo intorno al mondo.
lunedì 9 febbraio 2009
giovedì 29 gennaio 2009
mercoledì 21 gennaio 2009
La fabbrica dell'amore...

Esiste in Kenya una piccola "fabbrica dell'amore", di cui fin'ora non vi ho parlato, per discrezione, per pudore, perchè anche io prima di fare il mio primo viaggio in Kenya, non ho mai creduto a chi mi diceva "...è per beneficenza!". E in realtà non la vivo come beneficenza neanche ora che la faccio in prima persona, non so se riesco a spiegarmi, ma ho imparato sulla mia pelle, che è diverso se vedi con i tuoi occhi, perchè dopo aver visto con i tuoi occhi diventa un dovere a cui non puoi più sottrarti e allo stesso tempo un dono grande per te stesso.
Quindi vi dicevo di questa "fabbrica dell'amore" fatta di persone semplici, ognuna delle quali con una vita propria dall'altra parte del mondo, ma tutte unite da un unico intento: dare una vita più dignitosa a bambini bisognosi. Tutte queste persone, molte dall'Italia, altre dal Belgio, dall'America, dalla Svizzera, dall'Olanda, anche, in alcuni casi, non essendosi mai incontrate, stanno per realizzare un progetto che hanno nel cuore da quando, per la prima volta hanno incontrato il sorriso di quei bimbi. Tutte persone, come me e mio marito, capitate in questo angolo di mondo durante una vacanza, tutte persone che hanno avuto il coraggio e il desiderio di uscire dal villaggio turistico e guardarsi intorno. Ognuno ci mette del suo, fa quello che può, perche siamo semplici impiegati o liberi professionisti, non abbiamo alle spalle sponsor o mutlinazionali, non cerchiamo pubblicità o ritorni di immagine di alcun tipo. L'unico motore vero è l'amore per questi bambini.
Il progetto nasce su iniziativa di alcuni privati che durante una vacanza in Kenya si sono trovati per caso nell’orfanotrofio di Watamu ed hanno potuto personalmente osservare la situazione precaria in cui attualmente si trovano gli 86 bambini ospitati. La struttura attuale è fatiscente, costruita con materiali di recupero assolutamente non adatta ad ospitare persone, tanto meno 86 bambini. Esiste un solo bagno, se così si può chiamare, un buco per terra. Nella stessa stanza i bambini si lavano con il secchio, perché non dispongono nemmeno di una doccia. In questa situazione, fatta di servizi igienici inesistenti, camere dei dormitori piccole e sprovviste di un vero pavimento lavabile, i letti in sottonumero rispetto ai bimbi ospitati, l’assenza di una zona cucina in cui sia possibile cucinare e lavare le stoviglie, le malattie sono all’ordine del giorno : funghi della pelle, vermi intestinali, malaria ecc.
Il progetto prevede la costruzione di una struttura adeguata ad ospitare e crescere nel modo più dignitoso circa 100 bambini. Sono previste, inoltre, lo sviluppo di attività che consentano alla struttura di auto sostenersi, almeno in parte, come la coltivazione del terreno e l’allevamento di animali.
- Un grande edificio utilizzato come refettorio e come sala ricreativa.
- Quattro dormitori di diverse misure, dotati di tre o più bagni ciascuno, e destinati ad ospitare i bambini suddivisi per sesso e fascia d’età e un edificio destinato allo studio per i bambini in età prescolare e ai corsi di studio integrativo.
- Un’ infermeria ad uso dell’orfanotrofio, ma in grado di aiutare anche le famiglie della comunità circostante.
- Un piccolo edificio destinato alla gestione della documentazione relativa ai bambini, come le schede personali, adozioni a distanza e tutte le pratiche burocratiche di gestione della struttura stessa.
- Un’ area giochi per i bambini.
- Quattro stalle per l’allevamento degli animali come mucche, galline, capre e maiali, in grado di garantire l’approvvigionamento di latte, uova e carne.
- Il terreno rimanente verrà coltivato per la produzione di verdure e alberi da frutto.
Successivamente un gruppo di persone ha donato la cifra necessaria alla costruzione dell’infermeria ( costruzione terminata, solo da allestire) .
Un gruppo di belgi sta attualmente costruendo due dormitori per le bambine.
Una Signora americana sta costruendo un dormitorio per i ragazzi.
Grazie ad altre donazioni è stata costruita una stalla per le mucche.
A questo punto si rende necessario reperire fondi sufficienti alla realizzazione degli edifici mancanti, la conclusione di quelli fermi per mancanza di fondi, nonché l’allestimento e arredamento di tutti gli edifici.
Un gruppo di belgi sta attualmente costruendo due dormitori per le bambine.
Una Signora americana sta costruendo un dormitorio per i ragazzi.
Grazie ad altre donazioni è stata costruita una stalla per le mucche.
A questo punto si rende necessario reperire fondi sufficienti alla realizzazione degli edifici mancanti, la conclusione di quelli fermi per mancanza di fondi, nonché l’allestimento e arredamento di tutti gli edifici.
Ma siamo sulla buona strada...stiamo attendendo alcune risposte, ma forse, prima della stagione delle piogge, riusciremo a trasferire i bimbi nella nuova struttura.
martedì 20 gennaio 2009
mercoledì 14 gennaio 2009
Firma sul timbro che convalida la firma del timbro del documento firmato e timbrato...
Un anno, un mese e ventiquattro giorni...
...per mettere insieme tutti questi documenti...domani li consegneremo!
E' stato faticoso, tra uffici, i tanti impiegati indisponenti e volutamente incompetenti, i pochi impiegati che mi hanno ascoltato con il cuore, le analisi, i medici, il giudice, la pioggia, le alzatacce, il traffico, le file con il numeretto, e alla fine firma sul timbro che convalida la firma del timbro del documento firmato e timbrato...ci farò una filastrocca per i miei bimbi!!!
Dicevo ad alcune amiche che a questo punto mi sento come sul ciglio di un burrone pronta ad un salto nel vuoto...io che sono abituata per mia natura, ad avere sempre tutto sotto controllo, da domani dovrò solo aspettare, consegnerò i documenti, verificheremo che siano tutti corretti e poi...
giovedì 1 gennaio 2009
L'amicizia...un ponte d'amore!
Dettagli messaggio:
da Cecio +3933..........
Oggetto: Sei x per caso in K.....
Data 27/12/2008 Ora : 09:46
"Sei x caso in Kenya? noi stiamo andando Tsavo est, poi Amboseli, Tsavo ovest x safari foto e poi mare a Watamu. Tanti auguri! baci Cecio.
Cecio è Cecilia, un'amica dell'università, non ci si vede spesso, e ci si sente ancora meno, capita ogni tanto che si prenda un caffè insieme, durante la mia pausa pranzo perchè lei è di passaggio, e allora ci si fa un riassunto veloce degli ultimi mesi e via si riparte con la vita di sempre...Questo ci basta, siamo sempre contente di vederci e sentirci anche se succede a distanza di molto tempo.
Lei viaggia moltissimo ed è abituata fin da ragazzina a trascorrere le feste di Natale con tutta la sua famiglia in un posto del mondo. E' una bella tradizione che portano avanti da tanti anni, anche in memoria del caro papà.
E quindi ogni anno, quando arriva il momento di farsi gli auguri, scopro che è in Namibia, o Seychelles, o Tanzania, o Maldive, o Laccadive, o Thaylandia.
Quest'anno è in Kenya!!!! E siccome dopo il safari nei vari parchi Kenyoti alloggerà proprio nella zona in cui vado io, le chiedo di andare a trovare i bimbi dell'orfanotrofio, per me sarà un po' come essere lì. L'altro ieri l'ho chiamata per spiegarle come arrivarci e, ieri mattina, mi manda un messaggio dicendomi che ha fatto un po' di spesa e stanno per andare...
la sera ricevo questo messaggio: " Siamo commossi, continuiamo a piangere tutti e 5, dall'emozione non ci abbiamo dormito e forse continueremo a non dormirci, ma grazie da tutti noi perchè ci hai dato la possibilità di conoscere persone speciali che continueremo ad iutare. Ti voglio bene. Grazie!"
E questa mattina mi sveglio con quest'altro suo messaggio"Oggi pomeriggio ho organizzato due pulmini per andare all'orfanotrofio! Saremo lì alle 17,00 dopo aver fatto altra spesa. Chiamami !"
E l'ho fatto, siamo andati in giro a cercare un phone point aperto e l'ho chiamata proprio mentre era lì, e ho sentito le loro voci che urlavano i nostri nomi ed ho riconosciuto la spavalderia di alcuni e la timidezza di altri. Ed è stato stupendo!
Cecilia è una donna con un grande cuore e un pò mi ha rimproverata perchè non l'ho coinvolta prima in questo progetto.
Io so solo che mi ha fatto enormemente felice con questo gesto, e forse le ho stravolto un pò la vacanza, ma mi è sembrata felicissima!!!!!!!!!
da Cecio +3933..........
Oggetto: Sei x per caso in K.....
Data 27/12/2008 Ora : 09:46
"Sei x caso in Kenya? noi stiamo andando Tsavo est, poi Amboseli, Tsavo ovest x safari foto e poi mare a Watamu. Tanti auguri! baci Cecio.
Cecio è Cecilia, un'amica dell'università, non ci si vede spesso, e ci si sente ancora meno, capita ogni tanto che si prenda un caffè insieme, durante la mia pausa pranzo perchè lei è di passaggio, e allora ci si fa un riassunto veloce degli ultimi mesi e via si riparte con la vita di sempre...Questo ci basta, siamo sempre contente di vederci e sentirci anche se succede a distanza di molto tempo.
Lei viaggia moltissimo ed è abituata fin da ragazzina a trascorrere le feste di Natale con tutta la sua famiglia in un posto del mondo. E' una bella tradizione che portano avanti da tanti anni, anche in memoria del caro papà.
E quindi ogni anno, quando arriva il momento di farsi gli auguri, scopro che è in Namibia, o Seychelles, o Tanzania, o Maldive, o Laccadive, o Thaylandia.
Quest'anno è in Kenya!!!! E siccome dopo il safari nei vari parchi Kenyoti alloggerà proprio nella zona in cui vado io, le chiedo di andare a trovare i bimbi dell'orfanotrofio, per me sarà un po' come essere lì. L'altro ieri l'ho chiamata per spiegarle come arrivarci e, ieri mattina, mi manda un messaggio dicendomi che ha fatto un po' di spesa e stanno per andare...
la sera ricevo questo messaggio: " Siamo commossi, continuiamo a piangere tutti e 5, dall'emozione non ci abbiamo dormito e forse continueremo a non dormirci, ma grazie da tutti noi perchè ci hai dato la possibilità di conoscere persone speciali che continueremo ad iutare. Ti voglio bene. Grazie!"
E questa mattina mi sveglio con quest'altro suo messaggio"Oggi pomeriggio ho organizzato due pulmini per andare all'orfanotrofio! Saremo lì alle 17,00 dopo aver fatto altra spesa. Chiamami !"
E l'ho fatto, siamo andati in giro a cercare un phone point aperto e l'ho chiamata proprio mentre era lì, e ho sentito le loro voci che urlavano i nostri nomi ed ho riconosciuto la spavalderia di alcuni e la timidezza di altri. Ed è stato stupendo!
Cecilia è una donna con un grande cuore e un pò mi ha rimproverata perchè non l'ho coinvolta prima in questo progetto.
Io so solo che mi ha fatto enormemente felice con questo gesto, e forse le ho stravolto un pò la vacanza, ma mi è sembrata felicissima!!!!!!!!!
domenica 14 dicembre 2008
Perchè un TUC TUC
Come dicevo uno degli obiettivi di questo viaggio prevedeva la destinazione di circa 2500 euro raccolti con alcune iniziative in Italia.
Abbiamo voluto verificare con i nostri occhi quale poteva essere la necessità del momento e abbiamo fatto alcune considerazioni:
il sostentamento ai bimbi non manca, alcuni bambini sono "sponsorizzati", questo è il termine che usano loro per indicare il sostegno a distanza, è un termine che a me non piace, ma devo dire che rende l'idea, con i soldini che vengono inviati, diversi bimbi hanno assicurato cibo, cure mediche, e scuola. E poi ci sono gli amici di tutto il mondo che mandano piccoli aiuti. La costruzione del nuovo orfanotrofio prosegue, anche se ha subito dei rallentamenti, perchè il governo ha imposto che i bimbi vengano suddivisi nei dormitori, non solo per sesso, ma anche per età. Il refettorio è pronto, l'infermeria anche, un dormitorio è quasi finito, altri due sono in costruzione. Il progetto iniziale prevede una struttura che sia autonoma e che si possa autosostenere, per cui sono stati previsti anche la coltivazione di un orto e l'allevamento di alcuni animali. E devo dire che i responsabili del centro hanno lavorato molto bene: ci sono diverse mucche che producono latte sufficiente per il sostentamento dei bimbi e per la vendita ad un resort con cui è stato firmato un contratto di fornitura, mentre eravamo lì è anche nato un vitello. Stessa cosa per le galline, sono tante e producono tante uova. Nell'orto mi hanno mostrato con grande orgoglio piante di banano, mango, papaya, frutto della passione, ananas, e poi verdure come melanzane, peperoni, pomodori. La produzione è ancora minima, ma promette bene. E i ragazzi più grandi ci si dedicano con tanta dedizione.
Avevamo pensato di acquistare il materiale per l'arredamento e la stumentazione necessaria alla nuova infermeria, ma prima che i bimbi possano trasferirsi nella nuova struttura passerà ancora molto tempo e il rischio è che le cose acquistate si rovinino o vengano rubate prima che possano essere utilizzate. Allora osservando la vita di questa piccola comunità ci siamo resi conto di una cosa, su 85 bambini, ogni giorno almeno 4 o 5 devono essere accompagnati dal medico, perche ammalati e questo comporta la spesa di almeno 10 euro al giorno per il trasporto in ospedale. Così vale per tutti i piccoli spostamenti necessari e allora abbiamo pensato ad un TUC TUC.
E' un mezzo di trasporto molto utilizzato in quelle zone, è praticamente un Ape adibita al trasporto di persone, con consumi ridottissimi. Possedendone uno la comunità può abbattere la spesa necessaria ai trasporti in ospedale e può anche avere degli introiti, utilizzandolo come taxi a pagamento per chi ne ha bisogno nei dintorni.
Ci siamo messi alla ricerca di un modello usato, perchè nuovo era proprio fuori badget, ne abbiamo visionati molti, Piergiulio li ha provati tutti personalmente, ed è stato divertente vederlo sfrecciare sulle strade africane con questo mezzo, osservato da tutti perchè assolutamente fuori luogo: un Muzungo Driver!? Abbiamo contrattato con tutta Malindi e dintorni per riuscire ad avere il migliore al prezzo più basso.
Alla fine ce l'abbiamo fatta, ed è stata una grande festa.
Gli amici di "Lucignolo", ristoro sul lago di Martignano, hanno donato circa 650 euro; la mia mamma ha realizzato e venduto alcune creazioni di bigiotteria artigianale e il ricavato, 150 euro si è unito al gruzzolo; Riccardo e il suo papà si sono prodigati nella zona di Rovigo e grazie al Coro di Montepasubio, al Progetto Vista Toffoli, ai dipendenti BNL,Wind, Rce Foto, Martinelli. Wisp di Rovigo hanno raccolto il resto della somma.
lunedì 8 dicembre 2008
1 Moja, 2 Mbili, 3 Tatu...
Abbiamo preferito alloggiare in una casa privata, hanno scelto per noi una bella casa immersa in un meraviglioso giardino, è vicino al centro del paese, e volendo possiamo arrivare all'orfanotrofio anche a piedi. Siamo protetti da un altissimo muro di cinta, tante serrature con lucchetto e un guardiano notturno. D'altronde per i locali siamo turisti e quindi preda per chi ha fame. E' triste, ma è così. L'angelo della nostra casa sarà per quindici giorni la dolcissima Katrina, africana un pò atipica nel modo di pensare, sempre delicata e discreta, con a seguito i suoi due bellissimi bambini, Moses e Daniel.
Ci sistemiamo nelle camere, svuotiamo le valige e andiamo a cena in un ristorante locale, frequentato da Kenyoti e residenti. Fa giorno presto, saranno state le cinque del mattino quando la luce intensa inonda la nostra stanza, non ci sono tapparelle alle finestre, in realtà non ci sono nemmeno i vetri, ma solo un 'inferriata, la zanzariera doppia e una tenda in tessuto con stampe tipiche. Per giorni alle sette di mattina ci svegliamo con grida ritmate che provengono da dietro il muro di cinta, sembra una preghiera, forse un rito animista, scopriamo poi che si tratta di un allenamento di Karate nella palestra a cento metri da casa. Ora, a me già fa strano che ci sia una palestra, figuriamoci se potevo pensare al Karate.
Il programma del nostro soggiorno prevede:
- stare con i bimbi più tempo possibile;
- capire quale sia il modo migliore per spendere i 2500 euro raccolti in Italia con varie iniziative;
- verificare lo stato dei lavori del nuovo orfanotrofio e farci fare un nuovo preventivo per ultimare i lavori dei dormitori;
- acquistare un terreno per un'attività futura.
I bimbi sono felici di rivederci, e ci assalgono al nostro arrivo, ognuno di loro vuole stringerci la mano, qui i baci si usano poco, e litigano fra loro per chi deve portare le nostre borse. Non puoi negarglielo, si offenderebbero e allora lasci che si carichino degli zaini anche se sono pesantissimi, gli affidi la fotocamera, pagata faticosamente a rate, anche se hanno solo tre anni e la trascineranno e sbatteranno sul tavolo. Questo è il loro Karibuni (benvenuti)
Sono sorpresi e molto divertiti nel sentirmi parlare kiswahili.
In kenya le scuole si fermano un mese ogni tre e novembre è mese di scuola. Troviamo solo i piccoli sotto i sei anni, gli altri sono a scuola, tornano dopo mezzogiorno per il pranzo e per le due tornano a lezione. Il cuoco e gli inservienti preparano il pranzo, ugali e verdure, le mamy accudiscono i neonati, alcune donne stendono tanti coloratissimi abiti ad usciugare sui lunghissimi fili che vanno da un capo all'altro del giardino, i piccoli fanno lezione come nei nostri asili, imparano a contare dai giochi, oggi il più bravo sarà chi raccoglie più foglie cadute e le mette nel secchio senza sbagliare il conteggio.
Il pranzo è pronto, i grandi pochi per volta tornano da scuola, naturalmente, (sembra di essere in un college inglese) ognuno di loro ci stringe la mano e si avvia a mangiare, i piccoli tolgono la divisa, si lavano, o almeno quella è l'intenzione e cominciano a saltellare sotto i fili di panni stesi troppo in alto per riuscire a tirar giù la loro maglia o il pantalone preferito. Fanno tenerezza, non chiedono aiuto ai grandi, ne tantomeno i grandi nei paraggi si preoccupano di aiutarli, si vede che sono abituati a doversela cavare da soli e allora girano e girano pensando a come possono arrivarci, chi usa un bastone, chi sale su una sedia, chi si fa sollevare da un compagno troppo piccolo e esile per riuscire nell'intento. Non resisto, li aiuto.
Piergilulio e Riccardo intanto, intrattengono quelli che aspettano il loro turno...
lunedì 24 novembre 2008
Eccomi di ritorno!
Siamo tornati da qualche giorno, il distacco è duro da mandare giù e avevamo bisogno di tempo per elaborarlo. Ma non c'è medicina per il Mal d'Africa se non quella di pensare già alla prossima volta.
Il viaggio di andata è stato lunghissimo, il costo del biglietto era stracciato, ma la partenza poteva essere rinviata anche all'ultimo momento e così è stato. Avevamo le valige pronte e ci hanno rinviato il volo a quattro giorni dopo rispetto al previsto. La tratta prevedeva Roma-Milano-Zanzibar-Mombasa. A Roma si è scatenato il diluvio proprio mentre l'aereo era in pista per il decollo, risultato: 2 ore di ritardo.

A Milano incontriamo il nostro amico e compagno di viaggio Riccardo e scopriamo che la partenza è rinviata di due ore perchè l'aeroporto di Zanzibar sarebbe rimasto chiuso per l'arrivo di una non meglio identificata Principessa. Lo scalo prevedeva inoltre la pulizia dell'aereo e il rifornimento di carburante.
Insomma, non è stato semplice, ma l'emozione ci ha aiutato a superare ogni contrarietà.
All'aeroporto di Mombasa ci aspetta il mitico Moffat con il suo Matatu solo per noi. Ci aspettano due ore di viaggio per arrivare a Watamu, le prime due in terra d'Africa.
Decidiamo che non ci importa di vedere la casa che ci ospiterà, non ci importa delle 16 ore di viaggio sulle spalle, non ci importa di farci una doccia per recuperare un po' di energia, è quasi il tramonto e desideriamo solo una cosa: rivedere i bimbi e ci facciamo portare direttamente all'orfanotrofio.
Loro non sanno del nostro arrivo, perciò alla vista del pulmino che entra nel cortile intonano il solito canto di benvenuto riservato ai turisti che decidono di fargli visita durante le proprie vacanze, ma appena apriamo lo sportello e usciamo il canto si trasforma in grida di gioia, ci riconoscono, urlano i nostri nomi, i più ci corrono incontro, qualcuno dall'emozione scoppia in un pianto che dice tutto.

Non abbiamo avuto il tempo di organizzare la consegna dei tanti regali portati dall'Italia, lo faremo con la giusta attenzione nei prossimi giorni, ma sento la necessità di ricambiare la calorosa accoglienza e allora improvviso la distribuzione della busta di rondelle di liquirizia comprate al volo in aereoporto, di quelle che si srotolano e dividino in due filamenti e loro ne sono entusiasti. Passiamo un paio d'ore in loro compagnia, godendone ogni minuto, constatando la crescita e i progressi di molti di loro.
Rachel, la bimba che un anno fa Riccardo trovò nella foresta e che a 4 mesi pesava circa 3 Kg oggi sta bene, ha messo su due belle guanciotte ed è una simpaticona.
Salimu, tre anni, l'anno scorso piangeva per ore buttato in terra e se ti avvicinavi ti si arrampicava addosso come una scimmietta e per nessun motivo potevi più lasciarlo, era chiuso e intrattabile. Oggi ama ancora tanto le coccole, ma è un bimbo diverso, più sereno, capace di giocare con i compagni e interagire con gli adulti.
...Continua...
Il viaggio di andata è stato lunghissimo, il costo del biglietto era stracciato, ma la partenza poteva essere rinviata anche all'ultimo momento e così è stato. Avevamo le valige pronte e ci hanno rinviato il volo a quattro giorni dopo rispetto al previsto. La tratta prevedeva Roma-Milano-Zanzibar-Mombasa. A Roma si è scatenato il diluvio proprio mentre l'aereo era in pista per il decollo, risultato: 2 ore di ritardo.
A Milano incontriamo il nostro amico e compagno di viaggio Riccardo e scopriamo che la partenza è rinviata di due ore perchè l'aeroporto di Zanzibar sarebbe rimasto chiuso per l'arrivo di una non meglio identificata Principessa. Lo scalo prevedeva inoltre la pulizia dell'aereo e il rifornimento di carburante.
Insomma, non è stato semplice, ma l'emozione ci ha aiutato a superare ogni contrarietà.
All'aeroporto di Mombasa ci aspetta il mitico Moffat con il suo Matatu solo per noi. Ci aspettano due ore di viaggio per arrivare a Watamu, le prime due in terra d'Africa.
Decidiamo che non ci importa di vedere la casa che ci ospiterà, non ci importa delle 16 ore di viaggio sulle spalle, non ci importa di farci una doccia per recuperare un po' di energia, è quasi il tramonto e desideriamo solo una cosa: rivedere i bimbi e ci facciamo portare direttamente all'orfanotrofio.
Loro non sanno del nostro arrivo, perciò alla vista del pulmino che entra nel cortile intonano il solito canto di benvenuto riservato ai turisti che decidono di fargli visita durante le proprie vacanze, ma appena apriamo lo sportello e usciamo il canto si trasforma in grida di gioia, ci riconoscono, urlano i nostri nomi, i più ci corrono incontro, qualcuno dall'emozione scoppia in un pianto che dice tutto.
Non abbiamo avuto il tempo di organizzare la consegna dei tanti regali portati dall'Italia, lo faremo con la giusta attenzione nei prossimi giorni, ma sento la necessità di ricambiare la calorosa accoglienza e allora improvviso la distribuzione della busta di rondelle di liquirizia comprate al volo in aereoporto, di quelle che si srotolano e dividino in due filamenti e loro ne sono entusiasti. Passiamo un paio d'ore in loro compagnia, godendone ogni minuto, constatando la crescita e i progressi di molti di loro.
Rachel, la bimba che un anno fa Riccardo trovò nella foresta e che a 4 mesi pesava circa 3 Kg oggi sta bene, ha messo su due belle guanciotte ed è una simpaticona.
Salimu, tre anni, l'anno scorso piangeva per ore buttato in terra e se ti avvicinavi ti si arrampicava addosso come una scimmietta e per nessun motivo potevi più lasciarlo, era chiuso e intrattabile. Oggi ama ancora tanto le coccole, ma è un bimbo diverso, più sereno, capace di giocare con i compagni e interagire con gli adulti.
Elle, dieci anni, che l'anno scorso viveva le sue giornate con in braccio costantemente il piccolo Salomon accudendolo come ne fosse la madre, oggi è una ragazzina giudiziosa, ma finalmente libera e contenta di vivere la sua età.
Qualcuno dei più grandi non è più nella struttura, ci dicono che alcuni familiari li hanno ripresi con loro, spero solo che non sia perchè ora sono in grado di lavorare.
Ci sono quattro o cinque nuovi piccolini sotto l'anno di età, stanno bene, e sono accuditi da tre meravigliose mamy.
Si è fatto tardi, monta il turno il guardiano notturno, vestito di nero, armato di torcia e arco con frecce; i bimbi hanno cenato e mentre i più grandi iniziano la lezione serale nel cortile davanti, i piccoli si intrattengono dietro la struttura principale; alcuni fanno i compiti, Mama Susan lucida le scarpe per chi domani andrà a scuola; in quattro o cinque, lavano i piatti e le stoviglie, alcuni chiacchierano seduti in cerchio, altri si intrattengono in giochi da cortile, palla avvelenata, campana, con tutte le varianti tipiche del luogo, i piccolissimi prendono le medicine, qualcuno si incammina solo verso il dormitorio e si addormenta vestito sul letto.
Non resta che fargli una carezza e abbassare le zanzariere.
Lala salama watoto! Tutaonana kesho!
...Continua...
domenica 26 ottobre 2008
Asante sana...
Se tutto va bene e ci confermano il volo, venerdì 31 Ottobre torniamo in Kenya. Saranno 15gg, molto intensi. Rivedremo tanti cari amici, grandi e piccoli, e a loro consegneremo il frutto della solidarietà di tanti amici italiani che hanno voluto contribuire.
E allora voglio ringraziare tutti, c'è chi ha donato soldi, chi abiti e scarpe, chi materiale scolastico, chi medicine, chi giocattoli e chi, non potendo altro, si è dato da fare parlandone.
Prometto che documenterò quanto più possibile la gioia dei bimbi e delle persone che riceveranno quanto da voi donato, nel frattempo... Asante sana...a... i clienti e gli amici del chiosco "Lucignolo"del Lago di Martignano, a Terry e le sue creazioni, a MaxB per la realizzazione del piccolo progetto, a MaxP e Anto per il loro prodigarsi, a Gianni, Sara e Luca, a Rosa e la sua amica, a Claudia, a MaxM,Rosy e Damiano, a Uma, Dama e Nitai, a Maurizio, a Matteo e famiglia, a Mirko, Elvira e figli, a AndreaG e famiglia, a Giovannino, a Gianni, a Paolo, a Fabrizio, a Carla, Elio e Stefano che si occuperanno della nostra figlia pelosa durante la nostra assenza, a zia Angelina, a Mara ...a tutti voi!
venerdì 3 ottobre 2008
Non vi chiamerò sporchi bianchi

Articolo su "Panorama".
Viene dal Ghana e spiega ai giovani quanto faccia male la droga. Per questo un gruppo di spacciatori ha cercato di ammazzarlo di botte. Ma lui non si arrende.
...le dita ossute sfiorano la testa: "Mi fa ancora male" spiega. Eddy è nato in Ghana, ha 63 anni e l'8 luglio scorso è stato pestato a sangue da una banda di spacciatori. Il motivo? Odia la droga e non fa che ripeterlo. A chiunque. Così si è guadagnato l'odio dei balordi che gli hanno rotto in testa una mazza da baseball e hanno tentato di conficcargliene un moncone nella testa. Uno dei responsabili è stato arrestato. "Adesso va meglio, sono stato un pò in Ghana, mia moglie è preoccupata, non voleva che tornassi. In Italia però non sono tutti delinquenti e sono andato via di nascosto; ho provato a telefonarle, ma non vuole parlarmi. Le donne sono fatte così.
Racconta che alcuni delinquenti lo hanno preso di mira perchè nella pausa pranzo andava ai giardini e chiacchierava con anziani e ragazzi che uscivano da scuola. E se capitava di parlare di droga, gli diceva di lasciar perdere perchè "la droga vi rovina". Li metteva in guardia e ne ha aiutati tanti ad uscirne solo parlando con loro. E agli spacciatori questo suo parlare non andava bene, hanno cercato di scacciarlo, lo chiamavano sporco negro e alla fine lo hanno punito.
Ma lui non demorde, è tornato e ha dato di nuovo fiducia agli italiani.....
martedì 30 settembre 2008
30 Settembre 1995 e poi...
Siamo diversi io e te, così diversi, ma così complementari.Siamo acqua e fuoco, ragione e istinto, tenacia e coraggio...
con il tempo abbiamo smussato gli angoli e trovato gli incastri giusti.
Ed io non avrei potuto desiderare di più...
ora, come tredici anni fa, siamo pronti per una nuova avventura, come sempre ognuno di noi due farà un pò a modo suo, ma sapremo fare tesoro dell'apporto di ciascuno e sono certa ci stringeremo forte al traguardo.
...A te che sei, semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei
A te che sei il mio grande amore, ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore
A te ...... a noi!!!
sabato 6 settembre 2008
MAMMA AFRICA di Melissa Fay Greene
Un giorno arrivarono due fratellini, tenuti per mano da una donna che si presentò come loro zia. "Potete prenderli, Waizero? Mia sorella è morta". "Non c'è nessuno che possa prendersi cura di loro? Guardate questo posto sono sopraffatta." "No, signora." rispose la donna, abbassando gli occhi. I bambini guardarono la zia sbigottiti...
Il più piccolo dei due fratelli, Teshome, cominciò a piangere. "Hanno fame" bisbigliò la donna. "Oh, per amor di Dio" si arrese Haregewoin. "Andate, è proprio ora di pranzo". A testa bassa, con passo pesante, i bambini si allontanarono dalla zia, trascinando i piedi nella polvere. "Non volete salutare la zia?" chiese Haregewoin. "No!" gridò il più grande, Tesfaye, con voce strozzata. Non si voltò neppure indietro. "Si!"disse il più piccolo, Teshome, e corse a nascondere il viso nella gonna della zia. Cominciò a singhiozzare. "Vedrai ancora la zia" lo consolò dolcemente Haregewoin, sperando di strappare alla zia una consolante promessa. Tuttavia, sebbene la donna tenesse la testa bassa, le sue dita erano impegnate alacremente a cercare di staccare le dita del bambino dalla sua gonna.
I fratelli rimasero inconsolabili per lungo tempo. Teshome rimase accanto al cancello per molte settimane, sperando che la zia ritornasse. Ogni volta che si sentiva bussare alla porta, un sorriso tremulo gli illuminava il volto; ben presto si spegneva. Tesfaye aveva sempre un'espressione cupa e arrabbiata, non si era fatto amici...scansò i tentativi materni di Haregewoin di avvicinarlo. Si curava solo di Teshome...non dava motivo di lamentela a nessuno; non si comportava male, ma era chiuso in se stesso da scomparire. Teshome riuscì a fare amicizia facilmente, ma il suo gelido fratello rimaneva di guardia.
Haregewoin non aveva più tempo per questo genere di cose. Se Tesfaye fosse stato il suo primo bambino...se fosse stato uno fra dieci bambini...Purtroppo aveva quaranta o cinquanta bambini, e non aveva tempo. Non poteva che prendere nota nella sua mente che si trattava di un caso difficile e di riferirlo all'AAI o all'AFAA, se una delle due agenzie avesse deciso di fare un tentativo con i fratellini.
E l'AAI lo fece, trovò loro una famiglia. Sarebbero passati diciotto mesi prima che il cupo Tesfaye rivelasse la verità alla sua madre adottiva in Oregon, prima che le rivelasse il segreto che gli era stato imposto di non rivelare mai: la donna che aveva lasciato i fratellini a casa di Haregewoin non era la loro zia. Era la madre.
Il padre era morto, raccontò un giorno Tesfaye alla sua nuova mamma dal sedile posteriore della station wagon di famiglia. Amaye (mamma) si era risposata; ma il nuovo marito, che prima di sposarla aveva finto di amare Tesfaye e Teshome, non li amava affatto. Aveva iniziato a picchiarli e non voleva dividere il suo cibo con loro; così la moglie aveva rinunciato a loro. "Ha scelto il suo nuovo marito invece di me e Teshome. Non la perdonerò mai."
Aveva pianto disperatamente nel raccontare la storia alla sua nuova madre, temendo che anche lei li abbandonasse. Lei rassicurò Tesfaye che aveva fatto bene a raccontarle tutto, che lui non aveva nessuna colpa e che lei non lo avrebbe mai lasciato.
Forse, pensò, tra quindici anni, quando capirà le privazioni economiche, la sottomissione delle donne agli uomini nel suo Paese, la disperazione derivante dalla povertà, il suo cuore si addolcirà nei confronti della madre. Forse in quel momento andrà a cercarla, e la perdonerà se sarà ancora in vita.
mercoledì 3 settembre 2008
Al mio cioccolatino
Piccolo mio, ti scrivo qualche riga perchè un giorno la tua vita sarà molto diversa da quella che hai vissuto fin'ora, ma tu ora, non puoi ancora saperlo.
Io e il tuo papà ci ritroviamo spesso ad immaginarti con noi in mille situazioni diverse, ti stiamo piano piano facendo posto nella nostra vita e ci poniamo tante domande:
- quando andiamo da Nando, la trattoria in cui mangiamo da tanti anni, ci chiediamo quale sarà il tuo cibo preferito e ridiamo pensando al fatto che non divideremo più ogni piatto scelto, in due, ma in tre e il povero Nando diventerà ancora più matto.
E allora vorrei dirti che... potrai mangiare quello che vuoi, perchè non esiste solo polenta e verdura e non sarai costretto a fare le palline con la polenta pur di mandarla giù, e potrai mangiare pane e nutella, se vorrai, perchè i bimbi qui dove viviamo noi, non hanno solo the e biscotti per colazione e merenda. E potrai bere una Cocacola ogni tanto, e non sarà gialla, come vi fanno credere laggiù. E potrai far felice la tua bisnonna F. divorando i suoi ciambelloni e le sue fettuccine. E la sera scenderai con noi nella gelateria sotto casa e probabilmente oltre al gelato ci chiederai la monetina per il distributore di mostriciattoli, e tuo padre già dice che ne vorrà una anche lui.
- quando siamo al lago, dove ogni estate lavoriamo, ci chiediamo se ti piacerà trascorrere la giornata lì. Perchè sai amore mio, lo spazio per giocare non è solo un recinto di terra battuta, delimitato da siepi oltre il quale ora non puoi andare, ma esistono posti meravigliosi fatti di prati verdi su cui correre a perdifiato, colline da scalare, boschi da esplorare, montagne innevate da ammirare. E poi c'è il lago di Martignano che da tanti anni fa parte della nostra vita e sono certa diventerà il tuo giardino, tra giochi con la sabbia, bagni e tuffi nell'acqua, escursioni nel bosco, passeggiate a cavallo.
E allora vorrei dirti che... sarai libero di scegliere cosa vuoi fare, lì ci sono tante persone che ti aspettano per insegnarti tante cose e dedicarti in pò del loro tempo.
Lo zio M. ti prenderà un pò in giro quando farà finta di sbagliare il tuo nome, ma tu non farci caso, e non fare caso nemmeno a zia A., lei ti chiederà in continuazione se vuoi mangiare o bere qualcosa, anche se starai proprio in quel momento mangiando e bevendo.
Th. e Mi. ti insegneranno a suonare i jambe, ma se aspettiamo ancora prima di incontrarci, probabilmente sarai tu ad insegnare qualcosa a loro.
- quando siamo in giro per centri commerciali ci chiediamo se ti piacerà più la bicicletta o il monopattino, (lo skateboard no, tuo padre ci si è quasi rotto un braccio) o ancora il pallone da basket o quello da calcio...perchè amore mio, i giochi per i bimbi non sono solo uno scivolo e un'altalena e un pallone fatto di stracci o carta.
E allora vorrei dirti che... ne avrai tanti di giocattoli, probabilmente avrai la bicicletta con cui nonno G. ti porterà a fare grandi passeggiate e avrai il monopattino per sbucciarti il ginocchio nel giardino di nonna T. così che lei potrà curarti la ferita e coccolarti un po'. E avrai il sacco, i guantoni e i parastinchi con cui zio P. ti insegnerà la thaiboxe o la kickboxe, non ricordo mai quale sia esattamente, ma sicuro sarai tu ad insegnarmi le differenze e probabilmente avrai anche il pallone da basket con la rete piantata sul muro e sono certa che sarà lo zio E. , che è grande e forte, ad alzarti su su in alto per fare canestro. E avrai una scavatrice di quelle giganti con cui farai impazzire nonna C. smuovendo la terra del suo meraviglioso giardino e non mancherà certo un bel gioco da computer con cui "impallare" il computer di zio S.
- la sera in casa quando guardiamo la tv, io e il tuo papa ci diciamo che il divano non basterà per noi tre e la piccola Chicca e non potremo vedere più solo film di guerra e combattimenti come piacciono al tuo papà o storie mielose come piacciono alla tua mamma. Perchè in tv amore mio, non ci sono solo quei dieci cartoni animati triti e ritriti ,consumati dalle innumerevoli volte in cui li hai visti e che ormai saprai a memoria nella tua lingua.
E allora vorrei dirti che... potrai vedere la tv, con moderazione, potrai scegliere tra milioni di cassette in videoteca, un bel film animato o guardare un bel documentario sugli animali o ancora andare al cinema e vedere su uno schermo gigante che ti lascerà senza fiato una bella storia di amicizia, mentre mangi popcorn.
E quando è il momento di andare al letto, non dovrai lavarti con la brocca nel secchio, perchè qui l'acqua ce ne è in quantità, e senza sprecarne, potrai fare una doccia calda con bagnoschiuma profumato alla pesca o alla menta. E la tua mamma ti passerà la crema idratante sulla pelle e tu la metterai a me sulla schiena. E non dovrai dividere più il tuo letto con altri due o tre bambini come sei costretto a fare ora, avrai un lettino tutto per te, in una bella cameretta tutta tua e la sera ti leggeremo una storia per farti addormentare.
E se nei tuoi sogni, torneranno i ricordi di quello che stai vivendo ora, che ancora non ci conosciamo, non spaventarti, noi saremo nella stanza accanto pronti a lenire ogni tua sofferenza, a chiarire ogni tuo dubbio e a darti tanto tanto amore.
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